Creatività ed arte

“Un gioiello deve soprattutto farci sentire bene e rendere protagonista qualsiasi donna che lo indossa.”
Parole dalle quali traspare la straordinaria predisposizione al bello e alla creatività di Polly, madre di tre bambini, Luca, Giovanni e Filippo. La sua fantasia sa trasformare pietre preziose in gioielli unici che trovano conferma e soddisfazionefra un pubblico sempre più esigente che vuole un pezzo di alta gioielleria ricercato nell’accostamento di colori e forme.
Un lavoro di ricerca e un successo che è il risultato di un gioco di squadra che le sorelle Baleani, Polly e Anna da sempre conducono in armonia e professionalità. Valori che hanno ereditato dal padre Enzo che negli anni ’60 ha aperto la gioielleria in viale Ceccarini.
Polly, diplomata all’Istituto d’arte “Mengaroni” di Pesaro è di fatto una donna positiva, dotata di un innato gusto del bello e capace di conciliare il suo lavoro compatibilmente con gli impegni familiari.

“Mi alzo alla mattina con la giornata già programmata, dividendomi tra la famiglia e il lavoro – racconta, tenendo fra le mani una delle sue ultime creazioni con l’aria di chi non ama lodarsi. È la pietra che mi emoziona e mi sprona per creare pezzi sempre unici ed esclusivi legati alle ultime tendenze. Il pallino dei gioielli l’ho sempre avuto da quando, da ragazzina, nelle ore libere dallo studio, piuttosto che giocare con le amiche, correvo in gioielleria da mio padre che ha sempre saputo trasmettermi quella fiducia in me stessa per continuare a lavorare con passione e interesse.”

Quando entra nella sua gioielleria una coppia, chi sceglie il gioiello?
“Un tempo il marito, il fidanzato entrava e acquistava un gioiello che a lui piaceva e nessuna donna di classe avrebbe osato cambiarlo. Adesso i signori entrano ponendosi subito la domanda se a lei piacerà, se lo metterà, se quella pietra è del colore che lei desidera. E dall’altra parte la signora in questione si chiederà con cosa potrà metterlo, in quale occasione riuscirà ad indossarlo perché oggi il gioiello è diventato accessorio.”

Non c’è una ricetta per far emergere un talento.
Sarebbe bello, ma le storie sono tutte diverse.

di Marina Giannini
IN MAGAZINE PREMIUM
Novembre 2006

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